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Come nasce Point of Wine

Point of Wine è un gioco di parole che unisce il point of view (la soggettiva, nel cinema) e il mondo del vino.

Vogliamo raccontare le cantine e il mondo del vino dal punto di vista di chi vi approccia, facendolo entrare in prima persona a contatto con quelli che sono i veri protagonisti di questo mondo, le cantine!

Monica

Sono Monica Farinelli, sommelier Fisar dal 2025 e appassionata di vino dal 2003.

Scopro il mondo del vino grazie ad una piccola enoteca, dove inizio a lavorare un po’ per gioco e un po’ per approfondire il mondo dell’enogastronomia che da semplice interesse diventa passione.

Passione e curiosità che negli anni si trasformano in studio, in viaggio, in esplorazione. Adoro conoscere il pensiero che c’è dietro un calice, la filosofia di una cantina e il punto di vista di chi lo produce, per questo mi piace vedere e scoprire nuove realtà visitando direttamente le cantine, parlando con i produttori, ascoltando le loro storie, le loro idee ed il loro modo di trasmettere la propria essenza in una bottiglia.

Ho capito che il vino rispecchia il carattere di chi lo produce, ogni scelta, dalla vigna alla cantina, anche l’assenza di essa, ha una conseguenza, e mi piace vedere come queste scelte trasformano e cambiano le sfumature di un vitigno.

Nel 2023 con Paolo cominciamo a pensare che questa passione può essere un nuovo modo di raccontare il vino: non semplici degustazioni ma il vero racconto di come nasce una bottiglia, la storia di una cantina, l’emozione che ci ha trasmesso. È così che il viaggio si trasforma in esplorazione dei territori alla scoperta di piccole realtà, l’assaggio diventa ascolto, confronto, la passione diventa curiosità e conoscenza.

È da questa voglia di raccontare, di mostrare il “punto di vista del vino” che nasce questo nuovo percorso, un progetto che va oltre il prestigio di una singola etichetta, per esaltare il lavoro e il pensiero dei vignaioli.

Paolo

Credo che un vitigno si dica autoctono di un territorio non quando sia tipico di quel determinato posto ma quando in quel posto viene accolto e ha la possibilità di crescere e maturare bene.
Allo stesso modo dico di me che sono nato a L’Aquila ma è a Roma che sono riuscito a crescere e maturare.

Nel 2016 io e Monica cominciamo a girare per le cantine d’Italia, conoscendo delle realtà spesso piccole ma che costituiscono dei veri e propri gioiellini del nostro paese.
Già scrivevo di cinema e ho voluto unire questa competenza con la formazione da sommelier ricevuta in questi anni.

Ho sempre pensato che il mondo della sommelierie fosse un po’ troppo distante dalla realtà quasi vivesse in una bolla fatta di tanta estetica e formalismi unità alla voglia di far pesare la propria saccenza in ambito enologico.

Per me invece il vino significa innanzitutto un territorio, un’espressione dello stesso attraverso i vitigni che più lo identificano, ma non solo!

Vino significa anche capire come l’uomo riesca a trasformare quel frutto della natura e del suo duro lavoro in vigna, in un prodotto che riesca a raccontare una storia, una personalità, un carattere.

Il vino non dovrebbe allontanare le persone, ma dovrebbe avvicinarle, incuriosirle creare legami aprire a nuovi mondi e conoscenze.

Quando ho pensato a Point of Wine avevo chiaro nella mia mente che, come nella soggettiva cinematografica il point of view rappresenta ciò che vede il protagonista senza filtri, allo stesso modo bisognava raccontare le cantine e il mondo del vino dal punto di vista di chi vi approccia, facendolo entrare in prima persona a contatto con quelli che sono i veri protagonisti di questo mondo.