Branco vulcanico, un’isola in un bicchiere

Quando si assaggia un vino per la prima volta, soprattutto se poco conosciuto, prodotto in luoghi o da vitigni insoliti, si ha sempre la curiosità di chi scarta un regalo tanto atteso…

Nel caso del Branco Vulcanico dell’Azores Wine Company, l’attesa è stata decisamente ben ripagata!
Un vino che rispecchia talmente bene il proprio territorio, ovvero l’isola di Pico nelle Azzorre, che il Ministero del Turismo portoghese potrebbe proporlo come rappresentante.

La Azores Wine Company di Antonio Macanita produce questo vino da uve dell’autoctono Arinto e Verdelho, proprio nella zona vitivinicola Patrimonio Unesco, con i suoi muretti di pietra lavica a picco sull’Oceano Atlantico.

La Degustazione

Al naso ti colpisce la freschezza della frutta tropicale, dello iodio e in seguito della pietra focaia, con una piacevole evoluzione sempre più minerale. In bocca lo iodio esplode con la sua estrema sapidità mentre il frutto tropicale si rispecchia nella freschezza e nell’acidità. La parte minerale del suolo vulcanico completa uno spettro gustativo fine ed agile, con un finale che pulisce e invita alla beva. Nel complesso sapidità e freschezza risultano ben equilibrate grazie anche ad un corpo non troppo leggero.

Il Branco Vulcanico dona l’emozione di sentire l’oceano ed il vulcano in un sorso!

Con cosa lo abbiniamo?

Noi lo abbiamo bevuto con un classico spaghetto alle vongole, ma si sposa benissimo con ostriche e frutti di mare crudi o secondi di pesce alla griglia.

Una menzione speciale va anche alla scelta della bottiglia (alsaziana), ma soprattutto all’etichetta, a mio avviso molto semplice ma accattivante: una cartina geografica dove impera l’Oceano Atlantico con al centro il piccolo Arcipelago delle Azzorre, quasi a ricordarci da quale piccolo tesoro del mondo proviene questo vino così speciale.

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Monica Farinelli

Adoro conoscere il pensiero che c’è dietro un calice, la filosofia di una cantina e il punto di vista di chi lo produce, per questo mi piace vedere e scoprire nuove realtà visitando direttamente le cantine, parlando con i produttori, ascoltando le loro storie, le loro idee ed il loro modo di trasmettere la propria essenza in una bottiglia.

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