Forse il più semplice bevuto in degustazione, ma la storia legata al suo nome è molto interessante!
Dovete sapere che il terreno dove sono state avvitate le viti che compongono questo vino, purtroppo subì un incendio.
Prima di esso in quella particella vi era solo Syrah, dopo l’incendio Matteo e Pietro pensarono di piantare solo Sangiovese e Violone che sono i vitigni che compongono la Fenice, appunto simbolo di rinascita.
Attenzione! Ho detto semplice ma sicuramente non banale! Parliamo di un rosso schietto diretto e anche un po’ traditore perché può essere bevuto anche ad una temperatura più bassa rispetto ai soliti 17°C di servizio mascherando il grado alcolico importante (14% Vol. )
La raccolta è sempre manuale, gli areali sono quelli di Monte Cardeto e Colle Fiorito.
Fermenta sulle bucce per circa 10/15 giorni e poi esegue una malolattica spontanea, dopodiché riposa in acciaio per 18 mesi.
L’espressione più diretta e sincera di rosso che potrete trovare, la forza del montepulciano e l’eleganza del sangiovese.
Al naso un frutto tipo ciliegia e amarena con sentori di sottobosco e terra bagnata
Anche questo come tutti gli altri di Morichelli mantiene una sapidità e una freschezza che non stancano mai la beva!
p.s. ovviamente noi attendiamo con ansia che Pietro pianti nuovamente il Syrah e chissà che non costituisca una nouvelle vague nella Tuscia come è stato per Cortona
Ci speriamo!