Campolavico è un’idea balzata nella mente folle di due amici, che già operavano nel settore vinicolo da dipendenti.
Parliamo di Daniele Lombardi, romano con esperienza lavorativa sull’Etna, e dell’agronomo Daniele Vittorilli che decidono di recuperare delle vecchie vigne e decidono di avvitarne di nuove tutte con vitigni autoctoni.
Possiamo definirli due romantici, ma con i piedi ben saldi per terra, con ben chiaro in mente la loro visione, che trae ispirazione dai Vigneron francesi ma che non si dimentica delle proprie origini.
Si comincia da una mappa geo-morfologica del territorio situato intorno al lago di Albano, che un tempo era una caldera magmatica.
Quando si concretizza l’idea di produrre vino siamo nel pieno periodo della pandemia, già solo per questo bisognerebbe dare a questi due ragazzi l’etichetta di Eroi, ma non basta!
Passando a trovarli si può capire subito la cura che mettono sia nel lavoro in vigna che in cantina.

Vigna Blazic – Terra di confine
A due passi da Cormons, superato di pochissimo il confine tra Italia e Slovenia si possono trovare piccolissime cantine, realtà spesso a conduzione familiare, che costituiscono dei veri e propri gioiellini e sono nella loro semplicità custodi di terra, storia e tradizioni.
Una di queste è sicuramente la cantina di Borut Blazic!



