Siridia, il volto nuovo della Valpolicella Classica

Ci sono viaggi che non prepari, non strutturi, non pianifichi con dovizia di particolari ma seguendo semplicemente un profumo, un’idea, un’ispirazione!
Se dovessi sintetizzarla in una sola parola questa sarebbe “imboccamo”

Per chi non è di Roma “imboccamo” significa “andiamo, entriamo” molto spesso in un locale o ristorante senza prenotazione e con un certo gusto dell’azzardo.
Perché se rischi, non solo rischi di perdere…ma rischi anche di vincere!

Piccolo spoiler, l’azzardo è stato premiato!

La visita inaspettata alla cantina Siridia a Negrar nel cuore della Valpolicella più classica ha avuto un esito superiore alle aspettative.
Tempo prima avevo letto di sfuggita un articolo che trattava dell’Amarone e della sua storia e di come questo “signore” forzuto e muscoloso tanto corpo, struttura e doppia fermentazione ora cercasse di venire reinterpretato nella maniera più moderna e scattante.
Tra le cantine che mi avevano incuriosito di più c’era Siridia, che ne ha fatto suo il concetto senza snaturare il prodotto.
Siccome con la mia compagna stavamo ritornando da un bellissimo viaggio in Friuli per approdare un paio di giorni a Modena, mi sono detto “ Ma si! Imboccamo!”

 

LA CANTINA

I proprietari della cantina sono due fratelli (Edoardo e Chiara Speri) non hanno dietro una storia e una tradizione da dover necessariamente rispettare, non hanno una famiglia che opera da anni nell’ambito del vino ma semplicemente lui è enologo e lei è la responsabile di tutta la parte commerciale e marketing e le uve derivano da vecchi vigneti di proprietà.
Dicevamo non una storia imponente da portare sulle spalle, ma questo è un bene, perché ha concesso loro la libertà di osare.

Una cantina la loro, che mi ha sempre colpito soprattutto per questo nome ancestrale e come dicevo prima se di azzardo si parla bisogna farlo fino in fondo, chi sceglierebbe una cantina solo dal nome?

LA FILOSOFIA

Poi conoscendo bene Edoardo e Chiara abbiamo capito che effettivamente Siridia non è solo un nome ma un percorso, le fasi salienti di realizzazione di un’idea che si snoda attraverso i vini della loro gamma.
Siridio è questo personaggio inventato, un vignaiolo arciere che prima ha un’idea, un’ispirazione!
Poi quando decide di incoccare la freccia nell’arco esprime la volontà di trasformare quell’idea in realtà, vale a dire il percorso per arrivare all’obiettivo.
La fase finale è il raggiungimento del risultato, Siridio ha centrato l’obiettivo ed è pronto per far ritorno a casa.

LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICISMO

Ogni fase del ciclo di Siridio rappresenta una reinterpretazione dei vini della tradizione

Ispirazione: rappresenta il loro vino base il Valpolicella Classico DOC
Azione: Valpolicella Classico Superiore
Realizzazione: Amarone della Valpolicella DOCG
Ritorno a casa: Recioto Classico della Valpolicella DOCG

Non manca qualcosa? Dov’è il famoso Valpolicella ripasso? Da sempre considerato un ottimo vino ma ad una fascia di prezzo molto abbordabile?

Edoardo ha deciso di non farlo perché sinceramente non ha intenzione di utilizzare le preziosissime vinacce utilizzate per l’Amarone per realizzare il Valpolicella ripasso, piuttosto preferisce realizzare una versione  superiore del Valpolicella Classico.
Ecco questo è un esempio di come lavora Edoardo in cantina, niente diktat, niente pregiudizi o imposizioni dati dal “costume usuale” ma solo rispetto per la materia prima, prima di tutto in vigna e poi in cantina, per il resto….tanta tanta fantasia e molta tecnica ma con chiara la visione di ciò che si vuole realizzare.

GLI ELEMENTI DI EDOARDO

Quando parlavo di innovazione mi riferivo proprio a questa linea a parte rispetto a quella più classica.
Dovete sapere che Edoardo è un vero e proprio nerd, così attento e preciso nello studio e nella lavorazione quanto fantasioso ed estroverso nelle idee folli che vuole realizzare!

Ecco Gli elementi di Edoardo sono la sua sala giochi!

Ma quando si osa, bisogna farlo bene ed è così che il nostro arciere enologo ha dato ad ogni sua nuova impresa folle il nome di uno degli elementi che compongono il creato
Tra tutti secondo noi ne spicca uno: La Corvina in purezza con affinamento subacqueo

 

LA TECNICA

Che ci crediate o no esistono delle aziende che hanno deciso di affinare le bottiglie migliori o le annate più particolari sott’acqua!
Il dato certo è che sicuramente in profondità a 40m sott’acqua, per un anno, il vino viene cullato dolcemente e rimane stabile a temperatura e pressione costanti o che variano leggermente e gradualmente, ma soprattutto la luce è zero per cui è come se il vino fosse un bambino che cresce nel ventre della madre ACQUA.
Edoardo e Chiara non vi vogliono convincere delle qualità di questa tecnica d’affinamento, semplicemente vi propongono un box dove potrete fare voi il confronto tra il vino affinato in cantina e quello affinato sott’acqua e decidere

VINO E NON SOLO

Ovviamente la gamma di prodotti che Siridia propone non si ferma solo al vino fermo; abbiamo il metodo classico, dei passiti, un vermuth e amari…
Insomma i ragazzi si divertono!

TIRANDO LE SOMME

Quando precisione tecnica ed estro s’incontrano nascono realtà come queste!
Dove la mano del vigneron si vede non solo in vigna, dove c’è rispetto massimo per le uve autoctone e per il territorio ma anche e soprattutto in cantina, dove il vino diventa un prodotto di “alta sartoria” e soprattutto con un costrutto e pensiero dietro.
E’ un approccio, non esiste bene o male! Esiste solo il risultato nel caso di Siridia parla da se

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Paolo Corridore

Per me il vino significa innanzitutto un territorio, un’espressione dello stesso attraverso i vitigni che più lo identificano, ma non solo!

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